L’Italia, un Paese che si professa europeista da un lato, ma che dall’altro, ignora le raccomandazioni del Consiglio Europeo del 24 giugno 1992, in cui si definiscono i criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociali. (92/441/CEE – pubblicato  Gazzetta ufficiale n. L 245 del 26/08/1992 pag. 0046 – 0048)

http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31992H0441:IT:HTML

Nel nostro paese,  non si sa neanche che in Europa ( Francia, Germania, Danimarca etc. etc. ), chi non guadagna abbastanza o lavora part-time, ottiene un’integrazione del reddito.

In tutti gli Stati membri della Comunità Europea, questo è realtà, tranne che in Italia ed in Grecia ( in merito a questa ultima, conosciamo e scongiuriamo la sua drastica realtà …).

Per noi della FMB, è assolutamente incomprensibile che l’Italia ignori l’ ABC dello Stato Sociale, non ponendo  alcuna attenzione all’introduzione del reddito di cittadinanza sul modello europeo.

In ogni caso, questo elemento sarà fondamento del nostro programma politico, fino al raggiungimento di questa inadempienza che ci diversifica ma sopratutto ci penalizza a cospetto di altre “società”, laddove questo modello viene adottato già da diversi decenni.

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